Multitutility del gas

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Durante l'ultimo consiglio comunale di Galbiate, non ha tardato la risposta della minoranza “Cinque Stelle” con il suo portabandiera Manuele Rusconi sulla questione della multiutility del gas, in uno “scontro a due” con la maggioranza che ha visto in disparte le altre due minoranze del paese: il gruppo “Galbiate Cambia” dei consiglieri Paola Golfari e Cristina Tentori si è infatti astenuto dal votare, mentre non ha potuto esprimersi in merito l’esponente di “Per Galbiate” Gerolamo Quadrio, assente. 

“In primo luogo non vi è mai stato un confronto interno al nostro Comune, ma come sempre abbiamo recepito passivamente indicazioni di altri, ed inoltre ad oggi ci è oscuro il parere delle due società direttamente coinvolte, ACEL Service e Lario Reti Gas” ha commentato il consigliere grillino, sottolineando come l’unione con partner così rilevanti a livello anche nazionale, con scale dimensionali totalmente differenti, possa produrre gravi ricadute.

“Non sappiamo che cosa pensano in merito il management, le rappresentanze sindacali e i lavoratori, il che è inaccettabile dal momento in cui ci si incammina verso un periodo di razionalizzazioni, cambi di sede e spostamenti. Si parla di necessità di allargare il bacino di utenti aggiudicandosi gare di altri ambiti per riuscire a sopravvivere al mercato, ma si dà per scontato che l’unico modo di procedere sia quello di orientarsi verso strumenti di finanza straordinaria con fusioni e incorporazioni. Nonostante quanto auspicato dal testo della delibera, il materiale a disposizione non riporta una sola previsione, fondata su dati reali, che possa dimostrare quanto detto. Inoltre manca la prova che questo nuovo soggetto riesca a garantire al Comune di Galbiate lo stesso flusso di dividendi che negli anni è stato garantito da ACEL Service e Lario Reti Gas, somme indispensabili allo scarno bilancio comunale.

La documentazione che ci è stata inoltrata non permette di compiere una scelta ponderata: controllando infatti la posizione finanziaria netta dei singoli soggetti coinvolti, sembra proprio che andremo a dare una grossa mano a soggetti meno brillanti di noi. Qual è la logica? Perché portiamo patrimonio e ricchezza in un ambito in cui non sembra esserci così tanto vantaggio?” ha proseguito il pentastellato, certificando così la sua totale contrarietà all’operazione. “Secondo stime non ufficiali questa nuova società potrebbe comportare anche una riduzione di circa un terzo degli utili da distribuire tra i vari comuni soci: considerando il fatto che gli utili derivanti dalla distribuzione del gas hanno più volte contribuito a dare sicurezza ai bilanci comunali, una loro diminuzione potrebbe causare non pochi problemi alle realtà locali” ha concluso Manuele Rusconi.

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