Fusione delle società energetiche In evidenza

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Intervento del nostro consigliere Ing.Manuele RUSCONI al Consiglio Comunale di Galbiate del 13 Marzo 2018...

ODG:

  1. LETTURA E APPROVAZIONE VERBALI DELLA SEDUTA PRECEDENTE
  2. APPROVAZIONE PROGETTO DI AGGREGAZIONE SOCIETARIA INTERESSANTE LARIO RETI HOLDING SPA E SOCIETÀ DA ESSA CONTROLLATE

 

1° Intervento al punto 2

Ordine dei lavori

Prima che abbia inizio la discussione del punto numero 2 all’ordine del giorno, vorrei porre una questione sospensiva, come previsto dall’articolo 35 del regolamento del consiglio e delle commissioni consiliari.
Il punto in oggetto, prevede che il consiglio comunale si esprima a riguardo del progetto di fusione per incorporazione di ACEL SERVICE e LARIO RETI GAS nella cosiddetta multi utility del nord. A questa nuova partnership industriale parteciperanno diversi soggetti, tra cui A2A, società quotata in borsa che avrà la maggioranza delle azioni ed il controllo dell’ordinaria amministrazione, necessari al fine di raggiungere l’intento di poter “consolidare” i conti di questo nuovo soggetto nel proprio bilancio.
Molte informazioni, tra cui i dettagli relativi ai conferimenti patrimoniali e finanziari che A2A effettuerà nella nuova società e che le garantiranno la quota di azionariato predominante, sono stati secretati dalle società interessate al fine di evitare, a detta loro, potenziali fenomeni speculativi a danno del nuovo soggetto nascente.
La documentazione secretata non riguarda solo qualche dato marginale, ma all’appello mancano interi piani industriali, la relazione sulla stima del valore delle 4 “modeste” centrali idroelettriche che A2A conferirà nella multi utility tramite la neonata A2A idro4 s.r.l. ecc: insomma, una parte cospicua del materiale utile a stabilire se questa fusione s’ha da fare, è stata di fatto secretata.
Tutti gli amministratori pubblici interessati all’ottenimento della documentazione completa, avrebbero dovuto sottoscrivere un illegittimo impegno alla riservatezza che, di fatto, limita il diritto di accesso dei consiglieri comunali a tutta la documentazione utile a esprimere il proprio voto in modo consapevole e ponderato. Tale diritto non è subordinabile alla firma di un qualsivoglia impegno alla riservatezza ed è sancito dall’articolo 43 del TUEL.
Che l’impegno di riservatezza sia almeno in parte illegittimo non lo dico io, lo dice la CONSOB (commissione nazionale per le società e la borsa) chiarendo che l’impegno a tenere riservate delle informazioni per ben tre anni non è qualcosa che discende dalla normativa Consob e che non si capisce per quale motivazione tale informazioni debbano restare riservate anche dopo la loro pubblicazione.
Un’altra chicca contenuta nell’impegno di riservatezza è l’ultimo punto, nel quale si impegna il sottoscrivente ad accettare eventuali future modifiche dell’accordo di segretezza, che è come offrire carta bianca sui propri diritti.
Nei giorni scorsi si è espresso anche il prefetto di Lecco che, a mezzo stampa, ha dichiarato necessario sia contemperare il diritto dei Consiglieri Comunali ad accedere ai documenti, sia le richieste di riservatezza che la società ha imposto. Inoltre ha aggiunto che si attiverà presso il ministero per sapere se in passato si siano verificati dei casi simili.
Come se non bastassero le smentite della Consob e i dubbi del Prefetto, c’è il rischio che alcuni consiglieri comunali impugnino la delibera davanti al TAR, poiché subordinata alla sottoscrizione dell’impegno di riservatezza. Ne approfitto per ricordare che, quando interpellato, il TAR può intervenire annullando delibere dei consigli comunali.
“Niente paura” penserà qualcuno di voi: “c’è una società terza che ha espresso parere di congruità favorevole”. In effetti questo parere esiste ed è stato redatto dallo stesso advisor che ricopre il ruolo di una società in gioco, la più grossa per l’appunto. Per carità, non metto in dubbio l’operato della società di consulenza, tra l’altro nominata da un tribunale, quindi da un Ente terzo alla faccenda, ma qualche domanda me la pongo comunque.
Nella relazione della società di revisione sul rapporto di cambio delle azioni che riguarda anche il nodo delle centrali idroelettriche, si legge che l’advisor ha utilizzato “dati, documenti ed informazioni forniti dalle Società Partecipanti all’Operazione, assumendone la veridicità, correttezza e completezza, senza svolgere verifiche al riguardo”. “Evidenziamo -prosegue la relazione- che le valutazioni effettuate dagli amministratori […] si basano su previsioni economico-patrimoniali che, per loro natura, contengono elementi di incertezza e sono soggette a variazioni, anche significative, in caso di cambiamenti del contesto di mercato”. E così via: tutta la relazione è inserita in un quadro di ricorrente incertezza.
Un’ultima considerazione: probabilmente stasera la proposta di deliberà del punto 2 avrà il consenso di larghissima parte del Consiglio Comunale, e io mi chiedo com’è possibile che nessun consigliere favorevole a questa operazione abbia sottoscritto l’impegno di riservatezza e consultato quindi la documentazione completa.
Voterete alla cieca? Farete atto di fede? Queste sono leggerezze che un amministratore pubblico responsabile NON dovrebbe MAI commettere. Anche perché al proprio voto poi si risponde personalmente, sia davanti ai cittadini che davanti agli organi preposti, nel caso in cui qualcosa non vada come ci hanno raccontato. Occhio che qui si parla di ACEL, società che ha sempre dato una grossa mano al bilancio comunale soprattutto grazie alla distribuzione costante dei dividendi. Infatti, una eventuale diminuzione ingiustificata del flusso di dividendi, magari riconducibile direttamente o indirettamente a questa operazione, comporterebbe il reato di danno erariale, al quale si risponde personalmente anche a distanza di anni.
Per tutto quanto esposto chiedo che venga messa in votazione la proposta di sospensione della discussione del punto 2 all’ODG, almeno fino a quando non verranno chiariti gli aspetti di legittimità riguardanti il diritto di accesso agli atti dei consiglieri comunali subordinato alla sottoscrizione dell’impegno di riservatezza.

--- Questione sospensiva bocciata ---

 

2° Intervento al punto 2

Innanzitutto vorrei portare alla vostra attenzione una considerazione di merito: con questa delibera anche Galbiate contribuirà ad affidare un’importante forma di servizio pubblico, ad una realtà coinvolta in logiche di finanza e profitto, aspetto assolutamente contrario all’esito referendario del 2011.
Si sta per disattendere una chiara volontà popolare.
Esistevano altre vie per riuscire a partecipare alle gare di più ambiti territoriali ottimali (ATEM), ad esempio l’”Associazione Temporanea di Imprese” o la “Joint Venture” e invece noi, anzi voi, scegliete di dare il via a processi di fusione per incorporazione che daranno vita ad un colosso finanziario lontanissimo dai cittadini e pesantemente influenzato dalle logiche di borsa e del profitto, tra l’altro senza aver mai consultato tutta la documentazione a riguardo.
Per quanto riguarda l’aspetto di metodo, ritengo che subordinare il diritto di accesso agli atti dei consiglieri comunali, alla sottoscrizione di un impegno di riservatezza di natura privatistica, sia una forzatura inaccettabile che non intendo avallare. Per questa ragione ho deciso di non sottoscrivere alcunché perché l’accesso agli atti è un diritto, non un optional. D’altra parte non ce lo impone il dottore di legarci mani e piedi con soggetti che, legittimamente per carità, giocano in borsa.
Tutti i dubbi emersi relativamente alla valutazione dei conferimenti che le varie società porteranno all’interno della nuova multi utility e che comporteranno un assetto societario in cui A2A gestirà l’ordinaria amministrazione e la guida del consiglio di amministrazione permangono e non io non intendo in alcun modo partecipare ad una votazione viziata da forzature inaccettabili.
Perciò chiedo che venga messo a verbale che non parteciperò alla votazione abbandonando l’aula.

 

Dispositivo dell'art. 43 TUEL

Fonti → Testo unico degli enti locali → PARTE I - Ordinamento istituzionale → Titolo III - Organi → Capo I - Organi di governo del comune e della provincia

1. I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di iniziativa su ogni questione sottoposta alla deliberazione del consiglio. Hanno inoltre il diritto di chiedere la convocazione del consiglio secondo le modalità dettate dall'articolo 39, comma 2, e di presentare interrogazioni e mozioni.
2. I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonchè dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del proprio mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge.

3. Il sindaco o il presidente della provincia o gli assessori da essi delegati rispondono, entro 30 giorni, alle interrogazioni e ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai consiglieri. Le modalità della presentazione di tali atti e delle relative risposte sono disciplinate dallo statuto e dal regolamento consiliare.

4. Lo statuto stabilisce i casi di decadenza per la mancata partecipazione alle sedute e le relative procedure, garantendo il diritto del consigliere a far valere le cause giustificative.

 

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RASSEGNA STAMPA


 

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 14 Marzo 2018 21:38
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