Festeggiare per un 31,19% mi sembra abbastanza ipocrita, della serie "vinco anche quando perdo".
Ieri NON ha vinto il Sì, abbiamo perso e su questo non ci piove.
La questione non era tanto il raggiungimento o meno del quorum ma la sfida consisteva nell'avvicinarsi il più possibile a quel famigerato 50%+1, in modo tale da riuscire a dare un segnale chiaro e forte: non vogliamo un futuro fossile!
Era francamente improbabile che si raggiungesse il quorum, ma da qui ad arrivare ad un misero 31,19% c'erano altre prospettive di gran lunga meno "dure".
Nonostante questo il MoVimento 5 Stelle di Galbiate ci ha creduto: nei giorni scorsi abbiamo studiato, abbiamo distribuito circa 1000 volantini porta a porta, abbiamo tenuto un gazebo sul tema, abbiamo scritto comunicati stampa (quasi mai riportati dai giornali), abbiamo condiviso post pro-voto a più non posso e, infine, ci siamo attivati per riuscire a nominare rappresentanti di lista che potessero "controllare" che le operazioni di scrutinio si svolgessero regolarmente. In qualche caso siamo riusciti anche a far votare degli studenti fuori sede domiciliati a Lecco. Potevamo fare di più? forse sì o forse no, ma quello che è certo è che non si lotta solo quando si è sicuri di vincere, si lotta SEMPRE per quello in cui si crede. Se non fosse così oggi non conosceremmo personaggi come Martin Luther King, Rosa Parks, Che Guevara, Ghandi, Einstein, Madre Teresa di Calcutta ecc.
La legittimità del non voto "consapevole" oggi come oggi non esiste: non votare per evitare che si raggiunga il quorum è una violenza nei confronti di chi, invece, ha la volontà di esprimere il suo diritto. In questo senso il voto di ieri era un diritto e, contestualmente un dovere.
Ieri una parte di Italiani ha deciso di unirsi al popolo del non voto per zittire un'altra parte di italiani che, invece, ha ritenuto utile votare, chi per il Sì e chi per il No.
Io questa non la chiamo democrazia, la chiamo violenza, e chi se ne serve stia molto attento: chi di astensione ferisce, di astensione perisce.
Comunque una consolazione, seppur magra, ce la prendiamo, infatti a Galbiate la % di votanti è stata leggermente al di sopra dei paesi limitrofi:
30,11% Galbiate
28,11% Valmadrera
25,22% Ello
28,59% Oggiono
28,89% Garlate
26,81% Colle Brianza
Ci piace sognare di esser parte di quelle "condizioni al contorno" che hanno spinto un pugno in più di persone a votare.
Ci vediamo alla prossima battaglia di ottobre, dove il quorum non sarà necessario!
 
 

Durante le mattinate di domenica 3 e 10 aprile, saremo presenti in piazza con il consueto gazebo. Oltre ad accogliere le istanze dei cittadini l’evento sarà finalizzato alla sensibilizzazione della cittadinanza riguardo il referendum del 17 aprile, denominato ”Referendum sulle trivellazioni”.

Questa iniziativa vuole accendere un faro su quella che sembra essere una campagna referendaria del tutto oscurata dai media nazionali, ma che in realtà ricadrà pesantemente sulle sorti future della politica energetica del nostro paese. Il 17 aprile costituisce una delle poche possibilità di dimostrare che le insensate scelte strategiche in materia di energia, contenute all’interno del cosiddetto “Sblocca Italia” sono obsolete perché tipiche di una politica energetica di fine 800.


Il quesito referendario tecnicamente è debolissimo nei contenuti, ma forte nella valenza politica-emotiva. In sostanza ci verrà chiesto:

volete voi che, quando scadranno le concessioni nelle acque territoriali italiane, quelle attività estrattive vengano fermate anche se sotto c'è ancora gas o petrolio?


A nostro avviso sarà fondamentale innanzitutto onorare il diritto/dovere di voto, perché non bisogna mai e poi mai cedere ai giochetti antidemocratici tipici delle chiamate referendarie: astenersi volontariamente per non far raggiungere il quorum è una tattica politica meschina che di fatto impedisce il dibattito popolare limitando la già scarsa capacità di azione dei cittadini italiani: stupisce (ma neanche più di tanto) che sia proprio il partito democratico a consigliare di astenersi dal voto; ed in secondo luogo crediamo sia opportuno votare Sì in modo da poter lanciare un messaggio chiaro e forte ai nostri governanti: l’energia trasformata da fonti fossili NON è il futuro, a meno che non si voglia tramandare ai nostri figli un mondo del tutto inospitale ed ancora più malato di quello che già è. Disponiamo già della tecnologia in grado di trasformare energia da fonti rinnovabili e produrre materiale eco compatibili, manca solo la volontà POLITICA di compiere questo passo.

Vi aspettiamo numerosi, sia ai banchetti che al voto,

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