GS SALA: PILLOLA AMARA…MA ADESSO? In evidenza

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striscione esposto presso il Centro Sportivo di Sala al Barro striscione esposto presso il Centro Sportivo di Sala al Barro

 

Alcuni giorni fa siamo venuti a conoscenza della sentenza emessa nei confronti del gruppo sportivo GS SALA AL BARRO, gestore del famoso centro sportivo comunale dell’omonima frazione di Galbiate. Dopo lo sconcerto iniziale, ora è possibile fare alcune considerazioni “a sangue freddo”.

Senza entrare nel merito della vicenda processuale, ci sono degli aspetti che è indispensabile focalizzare:

La limitazione delle attività “accessorie” è un grave colpo assestato alle fonti di finanziamento della società stessa, cosa che a lungo andare non può che gravare anche sull’offerta sportiva. Pensare che l’amministrazione comunale possa compensare questa mancanza è, purtroppo, una via difficilmente percorribile.

Il venir meno dei vari eventi non propriamente sportivi, oltre che al danno economico a carico del gruppo sportivo, influisce negativamente anche sul territorio: meno eventi, meno momenti di aggregazione per giovani, famiglie e anziani. Questo perché, negli anni, il centro sportivo di Sala al Barro è diventato un vero e proprio centro ricreativo a 360°: non “solo” calcio e beach volley, ma anche musica, cucina beneficenza e volontariato.

La sentenza non danneggia l’attività calcistica del settore giovanile, ad eccezione della limitazione di orario domenicale, che costringerà la società ad una gestione differente della struttura.

In sé la vicenda risulta preoccupante, in quanto il messaggio di fondo è che l’interesse di pochi, seppur legittimo, può prevalere su quello di un’intera comunità.

È proprio per scongiurare questo grave pericolo e per far di tutto affinché le attività del GS SALA possano proseguire senza danni diretti o indiretti alle attività sportive e alle opportunità aggregative del centro, che l’amministrazione è, dal nostro punto di vista, obbligata a fare ricorso contro questa sentenza.

Contemporaneamente si pensi ad un piano B, cosa che è d’obbligo fare in sede congiunta: Amministrazione e GS SALA AL BARRO. La società è eventualmente disposta a “trasferire” la sede degli eventi “accessori” indispensabili al mantenimento dell’ampia offerta sportiva e a garantire la permanenza di un centro aggregativo utile a tutto il territorio? Se sì, quale potrebbe essere uno spazio comunale idoneo e appetibile a tale scopo? Eventualmente è possibile sfruttare (e riqualificare) gli spazi attualmente occupati dai locali amministrativi della cava Valle Oscura che, allo scadere della concessione, torneranno all’Amministrazione comunale?

Quest’ultima ipotesi ha almeno due vantaggi evidenti:

  •  Vicinanza: Centro Sportivo e porzione di cava esterna al SIC del Parco del Monte Barro è di soli 400m circa;
  • Opportunità: si coglierebbe l’occasione di pianificare la riqualificazione di un’area critica del territorio galbiatese.

Qualora questa opzione non fosse percorribile, come fare a garantire il sostentamento economico del Centro?

Da cittadini che si rivolgono ad altri cittadini, cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che si stanno impegnando per salvare il Centro Sportivo, chi ha organizzato la petizione (che abbiamo ovviamente sottoscritto), i volontari che operano diligentemente per il funzionamento di una struttura pubblica di fondamentale importanza per il territorio, le famiglie dei ragazzi che frequentano il centro, le associazioni galbiatesi che hanno dimostrato vicinanza alla GS SALA e il Gruppo Sportivo stesso che, in più occasioni, ha dato prova della sua capacità di mettere a sistema le proprie strutture e le proprie competenze a favore di altre realtà associative galbiatesi.

Infine siamo costretti a tornare su alcune dichiarazioni pubbliche della lista di maggioranza “Agenda Galbiate”:

Per quanto riguarda l’assenza del Consigliere Rusconi durante il consiglio comunale in cui si discuteva della variante tecnica del PGT (che non riguardava la revisione della zonizzazione acustica dell’area), ricordiamo che il portavoce M5S (l’unico) non ha potuto prendervi parte per non incappare nel rischio di “conflitto di interesse”: un suo parente di primo grado era infatti interessato da parte del provvedimento. La presenza del Consigliere Rusconi avrebbe potuto far decadere la validità dell’atto. Questo avrebbe voluto Agenda Galbiate? Come non bastasse, alla richiesta di scorporazione in singole varianti, la risposta è stata negativa.

Modificare in quella sede la zonizzazione acustica dell’area, per ovvie ragioni, sarebbe stato pericoloso e possibile motivo di contestazione.

Falso affermare che il M5S di Galbiate non abbia mai fatto sentire la propria voce in merito alla vicenda, basterebbe controllare gli archivi delle varie testate giornalistiche. Passatempo che lasciamo volentieri a chi afferma il contrario. Durante le commissioni consiliari il discorso è stato trattato unicamente come informativa ai presenti.

Considerando la quasi perfetta continuità amministrativa che dura legittimamente da 12 e mezzo anni a Galbiate, ammettere eventuali errori o leggerezze del passato, costituisce il primo passo per prevedere problematiche future e per porvi dei rimedi che non siano dei maldestri rattoppi. Qualunque sia l’epilogo della vicenda, ci auguriamo, per il bene dei galbiatesi, che si possa imparare qualcosa. Noi iniziamo con una semplice domanda: “esistono altre situazioni simili sul territorio comunale?” “Se sì, come intervenire?”.

M5S Galbiate

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